Streghe 2026.

 

 

 

 

Perché le streghe hanno scelto le strade del maleficio e talvolta non hanno scelta, anche se sanno convivere col dubbio. Squarciano la notte, si aggrappano ai riflessi della Luna, si gettano giù dagli strapiombi e non si curano di essere delle reiette. Talvolta in casa, talvolta in società vengono escluse, perché le persone accettate nel mondo preferiscono strade battute, non sanno negoziare con le differenze, disapprovano le ragazze dissidenti. Il mondo le ha ripudiate per secoli, ora si limita a renderle protagoniste di serie tv o innocui gadget di folkloristiche feste. La loro sapienza viene però sfruttata all`occorrenza, le loro energie risucchiate da avide usuraie, le stesse incapaci di provare poi gratitudine.
Le ragazze come loro sanno che collezionare insuccessi fa parte del gioco e che se baci un rospo non diventerà mai un principe, ma ti troverai tra le mani lo stesso rospo, lui più infastidito e tu più frustrata. Le ragazze come loro non temono i giudizi anche se, quando inciampano, c'è chi le guarda con un sorriso infido.
Sanno benissimo che gli uomini ordinari preferiscono le donne omologate, sono meno impegnative. Le ragazze che, come loro, davvero vogliono cambiare le cose sono pericolose e malviste come lo erano le streghe dei tempi remoti: metterle al rogo è più rassicurante che ascoltarle.
La loro esistenza è un continuo tentativo, fatto di fatica, sudore, salti nel vuoto senza sostegni, pericolo di venire inghiottite dal baratro, girotondi di tarocchi talvolta bugiardi. Intrecciano ai loro capelli le paure e si smaltano le unghie. Possono immobilizzarti con la loro lingua, perché le parole sono potentissime ed esse ne conoscono ogni formula segreta. Se qualcuno le ostacola o le spregia, la crudeltà rende inossidabile la loro resistenza. Eppure la loro forza rifiorisce dagli sgarbi, dalle spinte, dagli abbandoni.
Le ragazze come loro non hanno paura della morte, perché sanno che tutti siamo polvere di stelle e ci rimescoleremo all'infinito. Le ragazze come loro sanno essere grate. Anche di fronte a un addio. Perché -grazie alla prolungata frequentazione con Palchimia- hanno capito che ogni volta che un quadrifoglio appassisce, la terra si appresta a far sbocciare un elleboro. Se finisce un amore o perdono un pezzo di anima, versano lacrime fatate che bagnano il
suolo, pozioni dense di tristezza e sangue di drago: da quell'incontro, però, nasceranno rampicanti selvaggi.


Marilù Oliva, 2026.